Diagnostica Radiologica Napoli

   
   
   
   
 
 

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Domande Frequenti

Cosa sono i Raggi X | Raggi x, radiazioni e energia | I raggi x e la materia | Formazione delle immagini radiografiche | I mezzi di contrasto | Perche’ si usano? | Mezzi di contrasto per RM e ecografia | Tempi di Attesa

DIAGNOSTICA RADIOLOGICA Napoli

Il Centro Aktis di Marano di Napoli attua il programma di digitalizzazione totale per l'acquisizione delle immagini diagnostiche con moderne apparecchiature radiologiche.

Inoltre e’ stata acquistata un'apparecchiatura digitale diretta che utilizza una catena di acquisizione a elevate performance per la conversione dei raggi x in immagini digitali. Questa apparecchiatura utilizza insieme un detettore "Flat Panel" allo ioduro di cesio (csl) e software Directview ed evp per l'elaborazione d'immagini che assicurano risultati di imaging dr superiori, produttivita’ e workflow ottimizzati.

Si eseguono esami di radiologia tradizionale ed esami speciali quali:

Ortopantomografia: Il Centro dispone di due apparecchi ortopantomografi Scanora e Cranex 3 sono sistemi multifunzione a raggi X per gli esami radiografici delle regioni dento-maxillo-facciali. I sistemi, sono idonei per fasci di raggi X sia stretti che larghi e per la tomografia multidirezionale.

Fistolografia
Isterosalpingografia
Scialografia - scialo tc
Mammografia
Duttogalattografia

Cosa sono i raggi x?

La radiologia, prestazione fornita dal Centro Aktis di Marano di Napoli, sfrutta l'interazione del corpo umano con fasci di particolari onde elettromagnetiche, dette raggi x, la cui lunghezza d'onda e’ assai piu’ corta di quella delle onde radio e della luce, e appartiene alla banda compresa fra 0,001 e 1 nm. Di conseguenza, vista la proporzionalita’ inversa tra lunghezza d'onda e frequenza, possiamo anche definire i raggi x come onde elettromagnetiche ad alta frequenza.

I raggi x vengono prodotti in appositi tubi radiologici che sono delle ampolle di vetro sotto vuoto spinto nelle quali si applica una elevata differenza di potenziale elettrico (decine di migliaia di volt). Questa ha l'effetto di accelerare fortemente un fascio di elettroni emessi da una spiralina incandescente: gli elettroni vanno cosi’ a colpire ad alta energia un bersaglio formato da un metallo pesante, in genere tungsteno, il quale, per un fenomeno fisico assai complesso, emette radiazioni che appartengono appunto alla banda dei raggi x.

La generazione dei raggi x negli apparecchi radiologici e’ quindi un fenomeno strettamente governato dall'uomo, nei suoi parametri fisici, nella sua intensita’ e nella sua durata: i raggi x si formano nel tubo ed escono solo nel momento in cui, schiacciando un pulsante, si determina la formazione dell'alta tensione e il flusso di elettroni. Il tubo e l'apparecchio radiologico spenti o inattivi non sono radioattivi e non emettono raggi.

Raggi x, radiazioni e energia

Ricordiamo una importante legge fisica che esprime la relazione che lega la frequenza (n) e l' energia (E) dell' onda:

E = hn

ove h e’ la costante di Planck ed e’ un valore numerico universale. Ne deriva che, essendo i raggi x onde elettromagnetiche ad alta frequenza, ad essi e’ associata una energia molto elevata.

Per questo motivo i raggi x, che nella loro interazione con la materia cedono una notevole quantita’ di energia, sono in grado di determinare la ionizzazione degli atomi, cioe’ la formazione di coppie di ioni e di radicali liberi, con conseguenze anche gravi sulla struttura dei costituenti biochimici della cellula e sulla salute del vivente.
Questi effetti biologici delle radiazioni ionizzanti sono piu’ marcati sulle cellule ad alta attivita’ proliferativa e spiegano sia il loro impiego per la radioterapia delle neoplasie che la spiccata sensibilita’ al danno radiante delle cellule in fase di rapida crescita come il midollo osseo emopoietico, la mucosa intestinale e i gameti.

L' energia rilasciata dai raggi x all' interno del corpo viene espressa dalla dose: questa si misura in Gray (1 Gy = 1 J/kg). Le dosi impartite dalla maggior parte degli esami radiologici di uso comune (ossa, torace, mammografia, apparato digerente, etc.) sono comprese fra 1 e 10 mGy. Esami di grande impegno come la TAC di distretti estesi (torace, addome) o l' arteriografia impartiscono dosi alcune volte maggiori.

Giova ricordare che le dosi radianti minime per le quali sia stato dimostrato un effetto lesivo sulle cellule sono superiori di molte decine di volte rispetto a quelle impiegate in radiodiagnostica.

La presenza di importanti effetti fisici e biologici determinati dai raggi x e dalle radiazioni ionizzanti giustifica le limitazioni e i meccanismi di controllo che regolano il loro impiego.

In campo sanitario, l'esercizio professionale della radiologia e della radioterapia e’ riservato ai medici in possesso dei relativi diplomi di specializzazione.

I medici e gli odontoiatri possono comunque utilizzare apparecchi radiologici per l'esame dei propri pazienti in via collaterale alla propria attivita’ clinica e nel rispetto di precise normative. L'esecuzione materiale delle radiografie e dei trattamenti radioterapici, al nostro Centro di Marano di Napoli, e’ affidata esclusivamente a personale specializzato (Tecnici Sanitari di Radiologia Medica) che giunge a questo titolo dopo un corso triennale di Diploma Universitario.

I raggi x e la materia

Abbiamo visto che l'effetto ultimo dei raggi x sulla materia e’ la ionizzazione degli atomi con formazione di radicali liberi. In pratica, questa interazione avviene secondo due fenomeni differenti:

• a basse energie del fotone x, questo viene arrestato completamente dall'atomo colpito, che si ionizza (effetto fotoelettrico)
• a energie maggiori, il fotone x interagisce con l'atomo bersaglio determinandone la ionizzazione e perdendo parte della sua energia, ma prosegue comunque il suo cammino con energia ridotta e con direzione casuale (effetto Compton).

In entrambi i casi, il risultato finale di questi fenomeni e’ la ionizzazione della materia. Tuttavia, nell'interazione per effetto Compton la formazione di un fotone x secondario ("radiazione diffusa") da’ origine a gravi problemi per la creazione delle immagini e per la radioprotezione.

Nelle immagini radiografiche la radiazione diffusa causa infatti un effetto di disturbo perche’ impressiona la pellicola in modo casuale e uniforme determinandone velatura e perdita di contrasto. Per ridurre questa conseguenza e’ necessario impiegare particolari accorgimenti tecnici (griglie fisse e mobili) che comunque non possono mai eliminarla completamente.

La presenza della radiazione diffusa complica anche molto seriamente la radioprotezione, poiche’ non e’ sufficiente proteggersi dal fascio di raggi x che esce dal tubo radiologico ("fascio primario") ma e’ necessario schermarsi anche dalle radiazioni emesse da tutti i corpi colpiti dai raggi x, radiazioni che vengono emesse in ogni direzione dello spazio.

Formazione delle immagini radiografiche

La diagnostica radiologica, effettuata dal Centro Aktis di Marano di Napoli, richiede la creazione di immagini radiografiche, che rendano visibili le modificazioni indotte dal corpo umano sul fascio di raggi x: e’ su queste immagini che il radiologo formula la propria diagnosi.Le immagini vengono ottenute utilizzando delle strutture, chiamate rivelatori, capaci di convertire il segnale dei fotoni x, non visibili, in una immagine visibile.

Di ogni rivelatore importa valutare l'efficienza e il potere di risoluzione. La prima esprime la capacita’ del sistema di fornire una immagine sufficientemente luminosa perche’ l'occhio umano possa valutarla ai fini diagnostici.

Aumentando l'efficienza del rivelatore si riduce la dose di radiazioni da impartire al paziente per ottenere una immagine diagnosticamente valida. Il potere di risoluzione esprime invece la fedelta’ di trasferimento dell'informazione spaziale (dettaglio) da parte di un sistema di rivelazione.

Aumentando il potere di risoluzione aumenta la finezza dell'immagine e quindi, in molti casi, aumenta la precisione diagnostica.

Le immagini radiografiche si suddividono inoltre in:

• Immagini cinetiche o dinamiche, che rappresentano in tempo reale l'esame eseguito e il movimento degli organi
• Immagini statiche, che forniscono un documento stabile del quadro interno del corpo umano: queste possono essere acquisite anche durante una indagine dinamica.

Le immagini di tipo cinetico o dinamico richiedono l'utilizzo di un sistema per radioscopia, basato sull'impiego un rivelatore che fornisce luce in corrispondenza dei punti in cui riceve raggi x. In passato si usavano lastre ricoperte da sostanze fotoemittenti poste direttamente di fronte al paziente lungo il cammino dei raggi e osservate al buio.

Oggi questi sistemi, poco efficienti e fortemente irradianti, sono stati completamente abbandonati e sostituiti dall'abbinamento della lamina fotoemittente con un tubo elettronico fotomoltiplicatore ("amplificatore di brillanza") il cui segnale luminoso di uscita viene spesso raccolto da una videocamera e trasmesso via cavo.

Si ottiene cosi’, con la "radioscopia televisiva" la protezione totale dell'operatore e una notevole riduzione della dose radiante al paziente, che viene quasi sempre esaminato in una sala adiacente schermata utilizzando apparecchi telecomandati.

Le immagini statiche vengono ottenute impiegando, nella maggior parte dei casi, delle pellicole radiografiche: queste non sono altro che pellicole fotografiche in bianco e nero emulsionate su entrambe le facce.

Poiche’ le pellicole sono assai piu’ sensibili alla luce che alle radiazioni x, questa propieta’ viene utilizzata esponendole ai raggi insieme a due lamine fotoemittenti ("schermi di rinforzo") contenute in una scatola protettiva a tenuta di luce detta "cassetta radiografica".

Buona parte dell'esposizione e dell'annerimento della pellicola sono determinati in questo modo non dall'azione diretta dei raggi x ma dalla luce emessa dagli schermi di rinforzo quando sono colpiti dai raggi.

E' stato cosi’ possibile, impiegando in particolar modo schermi di rinforzo ad alta sensibilita’ ed efficienza (schermi alle "terre rare") ridurre fortemente la dose di radiazioni somministrata al paziente.

Negli ultimi anni sono stati introdotti e vengono impiegati in maniera crescente dei sistemi di rivelazione delle immagini basati sull'uso del computer e di sensori ad esso collegati ("radiologia digitale").

Un sistema digitale molto noto e utilizzato da tempo e’ costituito dalla Tomografia Computerizzata (TAC), indagine nella quale un tubo radiogeno ruota intorno al corpo del paziente emettendo un sottile fascio di raggi x. Dall'altra parte del corpo una corona di sensori radiosensibili collegati al computer misura l'intensita’ dei raggi che hanno attraversato il paziente punto per punto.
Questo insieme di dati viene raccolto e rielaborato dal computer che, grazie a un complesso sistema di calcolo matematico, e’ in grado di ricostruire la distribuzione delle densita’ radiografiche all'interno della sezione del corpo attraversata dai raggi e quindi ne crea l'immagine virtuale su un monitor.

In altri sistemi digitali piu’ recenti, l'intensita’ della radiazione che ha attraversato il paziente viene registrata su lamine sensibili ("fosfori a memoria") che restituiscono successivamente questa informazione dopo lettura eseguita tramite un raggio laser. Un altro sistema utilizza lamine sensibili ad accoppiamento di carica elettrica (sensori a CCD) collegate al computer e in grado di fornire in tempo quasi reale delle immagini digitali di piccoli distretti, utili soprattutto in campo odontoiatrico (radiovideografia digitale). In ogni caso, le immagini digitali sono dei veri e propri file informatici che vengono archiviati nel computer dell'apparecchio e possono venire aperti, copiati e trasferiti come ogni supporto informatico. I vantaggi piu’ importanti delle immagini digitali sono:

• Possibilita’ di modificare "a posteriori" le caratteristiche iconografiche delle immagini, principalmente la densita’ e il contrasto, senza dover ripetere l'esame
• Risparmio di dose radiante rispetto alle pellicole tradizionali
• Archiviazione rapida in minimo spazio (CD-ROM) e recupero in tempi brevissimi
• Possibilita’ di teletrasmissione via cavo o Internet in maniera molto semplice, realizzando consultazioni e discussioni di casi da parte di esperti a distanza ("teleradiologia").

Nelle applicazioni piu’ avanzate i sistemi digitali consentono, partendo da sezioni TC contigue di un distretto del corpo, di ottenerne la ricostruzione secondo piani differenti o la creazione di modelli tridimensionali. Inoltre, partendo da pacchetti di sezioni TC di organi cavi, e’ possibile ottenerne la ricostruzione virtuale del lume e delle sue pareti interne, grazie a sofisticati programmi di modellazione e di rendering ("endoscopia virtuale").

I mezzi di contrasto

I mezzi di contrasto (mdc) sono delle sostanze impiegate in diagnostica per immagini, principalmente in radiologia e anche in RM, per rendere meglio visibili alcune strutture del corpo umano. In radiologia, forniscono una immagine di se’ le sole formazioni corporee che interagiscono con i raggi x in maniera selettiva e definita e quindi arrestano i raggi di piu’ o di meno delle formazioni adiacenti.

Se un organo assorbe poco le radiazioni e comunque le assorbe allo stesso modo degli organi che lo circondano, esso non risultera’ visibile in modo utile sull'immagine radiografica. Questo e’ per esempio il caso dello stomaco, del fegato, dei reni e di molti altri organi addominali, che forniscono solo una tenue immagine sulle radiografie standard, poco o per nulla valida ai fini diagnostici.

I mezzi di contrasto per radiologia si dividono in due grandi categorie a secondo della loro costituzione chimica, che ne determina i possibili impieghi:

• Mezzi di contrasto baritati
• Mezzi di contrasto iodati

I mezzi di contrasto baritati sono delle sospensioni di un sale, il solfato di bario (BaSO4), dotato di intensa radiopacita’: si tratta di un materiale inerte, che non viene assorbito ne’ metabolizzato dall' organismo.

Il solfato di bario si puo’ usare solo per gli esami del canale alimentare, dal quale viene eliminato per svuotamento naturale: apparato digerente ("pasto baritato") e clisma opaco.

In queste indagini, il suo impiego risulta piu’ utile e fornisce immagini migliori se viene abbinato a distensione gassosa del lume dei visceri cosi’ da ottenere la sola opacizzazione delle loro pareti con dimostrazione dei loro particolari piu’ fini (esami a "doppio contrasto").

I mezzi di contrasto baritati non devono venire impiegati quando vi sia sospetto di occlusioni o di perforazioni del lume viscerale, poiche’ il mezzo di contrasto baritato non viene riassorbito dall'organismo e dovrebbe quindi essere eliminato per via chirurgica.

I mezzi di contrasto iodati sono una categoria di numerose sostanze formate da molecole anche complesse contenenti uno o piu’ atomi di iodio. La loro struttura molecolare ne determina le diverse proprieta’ biologiche e i progressi della farmacologia hanno reso possibile la formulazione di mezzi di contrasto iodati compatibili con il corpo umano, sterilizzabili e iniettabili.

In questo modo si sono ottenute sostanze per l'opacizzazione dei vasi (vene e arterie), dei linfatici, del canale vertebrale, dei reni per eliminazione urinaria dopo iniezione endovenosa e delle vie biliari, per eliminazione attraverso la bile.

I mezzi di contrasto iodati sono delle vere e proprie sostanze farmaceutiche, in genere ben tollerate e quasi del tutto sprovviste di effetti collaterali: questi sono stati riportati in alcuni casi, soprattutto in passato, per l'intervento di meccanismi immuno-allergici tipo shock anafilattico. I prodotti iodati attualmente in uso, formulati in maniera iso-osmotica e non ionica, hanno pero’ fortemente ridotto l'incidenza e la gravita’ di queste reazioni collaterali, che tuttavia giustificano alcune precauzioni e cautele nel loro impiego.

Perche’ si usano?

Somministrando queste particolari sostanze diventano visibili gli organi che le contengono, o per riempimento diretto (visceri gastro-intestinali, vene e arterie, ecc.) o per eliminazione selettiva (reni e vie urinarie, vie biliari): il transito dei mezzi di contrasto attraverso i parenchimi o la loro permanenza in alcune strutture altamente vascolarizzate ne determina l'opacizzazione ("effetto parenchimografico").

L'effetto contrastografico, di qualunque tipo, ha durata transitoria e l'esame radiografico va eseguito, a seconda dei casi, subito o poco dopo l'assunzione del mezzo di contrasto. Gli organi cosi’ evidenziati assumono aspetti caratteristici, che in molti casi sono di grande aiuto a raggiungere una diagnosi precoce di malattie anche gravi.

Fra gli esami radiografici piu’ importanti che impiegano mezzi di contrasto ricordiamo:

• Apparato digerente
Clisma opaco
Urografia
• Arteriografia
• Flebografia

Si e’ visto inoltre che i tumori maligni si accompagnano in molti casi ad un aumento della loro vascolarizzazione, con formazione di una rete arteriosa anomala e accumulo del mezzo di contrasto nel loro interno.

Questa neoangiogenesi neoplastica e’ la base dell' impiego dei mezzi di contrasto per la diagnosi della natura delle alterazioni strutturali degli organi, utilizzandone l'iniezione arteriosa (arteriografia) ma soprattutto mediante somministrazione endovenosa durante tomografia computerizzata (TC con mezzo di contrasto).

Mezzi di contrasto per RM e ecografia

In RM si utilizzano mezzi di contrasto che contengono atomi di un elemento raro, il gadolinio. Queste sostanze, somministrate per via endovenosa in occasione dell' esame, si fissano agli organi e si distribuiscono nei vasi in maniera simile ai mezzi di contrasto iodati per radiologia. La differenza consiste nel fatto che gli atomi di gadolinio non emettono direttamente segnali magnetici ma modificano temporaneamente le proprieta’ paramagnetiche delle zone del corpo in cui vanno a fissarsi. Ne risulta una modificazione del segnale raccolto dall'apparecchio e quindi dell'immagine RM.

Esistono anche dei mezzi di contrasto per ecografia, di introduzione piuttosto recente. Questi vengono iniettati per via endovenosa e servono, allo stato attuale, unicamente ad accentuare e migliorare il segnale fornito dalle strutture cardiovascolari. Essi vengono quindi utilizzati quasi esclusivamente in cardiologia (ecocardiografia) e in diagnostica vascolare (eco-doppler e color-doppler).

Lista Completa degli esami RX:

-          A.T.M.
-          Assiali rotula 30°-60°-90°
-          Cistografia con esame diretto
-          Cistografia retrograda
-          Cistouretrografia minzionale
-          Clisma opaco doppio contrasto
-          Clisma opaco semplice
-          Diretta addome
-          Diretta renale
-          Esofago doppio contrasto
-          Esofago stomaco-duodeno doppio contrasto
-          Esofago-stomaco-duodeno
-          Fistolografia
-          Isterosalpingografia
-          Oblique
-          Ortopantomografia
-          Proiezione terra
-          Prova dinamiche
-          Rinofaringe
-          RX anca destra
-          RX anca sinistra
-          RX apparato digerente completo
-          RX arto superiore dx
-          RX arto superiore sn
-          RX assiali
-          RX avambraccio destro
-          RX avambraccio sinistro
-          RX bacino
-          RX bacino sotto carico
-          RX braccio destro
-          RX braccio sinistro
-          RX clavicola destra
-          RX clavicola sinistra
-          RX collo piede destro
-          RX collo piede sinistro
-          RX comp arti inf con bacino sotto carico
-          RX comparativa caviglie
-          RX comparativa femori
-          RX comparativa gambe
-          RX comparativa ginocchia
-          RX comparativa gomiti
-          RX comparativa mani
-          RX comparativa mastoidi
-          RX comparativa piedi
-          RX comparativa polsi
-          RX comparativa spalle
-          RX coxo femorale dx
-          RX coxo femorale sn
-          RX cranio
-          RX emimandibola dx
-          RX emimandibola sn
-          RX esofago
-          RX femore destro
-          RX femore sinistro
-          RX gamba destra
-          RX gamba sinistra
-          RX ghiandole salivari
-          RX ginocchio destro
-          RX ginocchio dx sotto carico
-          RX ginocchio sinistro
-          RX ginocchio sn sotto carico
-          RX gomito destro
-          RX gomito sinistro
-          RX intestino per os
-          RX laringe
-          RX mano destra
-          RX mano sinistra
-          RX mano-polso x eta’ ossea
-          RX massiccio facciale
-          RX omero destro
-          RX omero sinistro
-          RX ossa nasali
-          RX piede destro
-          RX piede destro sotto carico
-          RX piede sinistro
-          RX piede sinistro sotto carico
-          RX polso destro
-          RX polso sinistro
-          RX rachide cervicale
-          RX rachide dorsale
-          RX rachide in toto clinostasi
-          RX rachide in toto con bacino
-          RX rachide in toto in clino con bacino
-          RX rachide in toto in orto
-          RX rachide in toto segmentato in orto
-          RX rachide lombo sacrale
-          RX rocche petrose
-          RX sacro coccige
-          RX scapola dx
-          RX scapola sn
-          RX scheletro costale destro
-          RX scheletro costale sinistro
-          RX scheletro toracico costale bilaterale
-          RX setto nasale
-          RX spalla destra
-          RX spalla sinistra
-          RX sterno
-          RX stomaco e duodeno
-          RX stomaco e duodeno doppio M.D.C.
-          RX torace in PA ED LL
-          RX trachea
-          Scialografia
-          Sella turcica
-          Seni paranasali
-          Sistemica dello scheletro
-          Stratigrafia A.T.M. monolaterale
-          Stratigrafia arcate dentarie
-          Stratigrafia atm bilat.basale e dinamica
-          Stratigrafia della trachea
-          Stratigrafia ghiandole salivari
-          Stratigrafia laringe
-          Stratigrafia logge renali
-          Stratigrafia toracica bilaterale
-          Stratigrafia toracica monolaterale
-          Telecranio
-          Telecuore
-          Telecuore con esofago baritato
-          Uretrocistografia asc. e minz.
-          Uretrografia
-          Urografia per funzionale