Ecografia Interventistica Napoli

ECOGRAFIA INTERVENTISTICA Napoli

Il Centro Aktis di Marano di Napoli effettua Ecografia interventistica. L’Ecografia interventistica e’ la branca dell’ecografia che, a scopo diagnostico e/o terapeutico, impiega manovre invasive eseguite con l’ausilio degli ultrasuoni.

Viene definita anche “ecografia operativa”. L’introduzione di sofisticate tecniche e metodiche con l’uso di materiali e tecnologie innovativi ha aperto nuovi orizzonti all’ecografia interventistica e terapeutica.

Le metodiche diagnostiche applicabili ai vari organi e distretti anatomici consistono essenzialmente in:

• Prelievo citologico, con ago sottile (23-27G)
• Prelievo istologico (microistologico), con ago di piccolo calibro (21-23G) modificato tranciante o ago di grosso calibro tranciante (20G o superiori)
• Aspirazione di materiale liquido (raccolte libere o saccate, fluidi e liquidi biologici in genere)
• Iniezione di mezzi di contrasto radiografici.

Le metodiche terapeutiche comprendono:

• Agoaspirazione (evacuazione di raccolte fluide libere o saccate: ascessi, raccolte sierose, ascite, ecc.)
• Drenaggio percutaneo (drenaggio biliare, colecistostomia, drenaggio di raccolte ascessuali)
• Iniezione di sostanze )iniezione intracavitaria di antibiotici chemioterapici e/o sostanze farmacologiche in genere, iniezioni intraparenchimali di agenti citolesivi, iniezione di chemioterapici per terapia loco regionale)
• Trattamento percutaneo eco guidato delle formazioni cistiche (aspirazione, ecc.)
• Nefrotomia percutanea
• Trattamento percutaneo eco guidato di lesioni solide (ablazione termica con radiofrequenza, laser, iniezione percutanea di etanolo e di eventuali altre sostanze necrotizzanti)
• Terapia fetale in utero

Per la pratica ecografica interventistica viene impiegata un’ampia gamma di sonde ecografiche, dispositivi ed aghi di varie misure e formati che permettono la puntura percutanea eco guidata.

COME SI ESEGUE:

La biopsia percutanea a scopo diagnostico, e’ una pratica diagnostica mininvasiva, praticata dal Centro Aktis di Marano di Napoli, impiegata allo scopo di determinare l’eziologia di una massa, di una neoplasia o di un processo flogistico, ovvero per stabilire se una massa, in paziente con malignita’ gia’ nota, rappresenti una secondarieta’ o una malattia residua.

Nel caso di biopsia a scopo diagnostico di organi e tessuti profondi, non e’ sempre necessaria l’ospedalizzazione del paziente, potendo il prelievo essere effettuato ambulatorialmente, con un limitato periodo di osservazione (dalle 2 alle 3 ore), o in regime di day-hospital.

La scelta viene detta dalle condizioni cliniche del paziente, dalla sede e dal tipo di lesione da bioptizzare, dal tipo si strumentazione utilizzata.

Per l’esecuzione di punture diagnostiche di organi e tessuti profondi e’ richiesto personale esperto ed opportunamente addestrato, di cui il Centro Aktis di Marano di Napoli dispone, per poter:

• gestire il paziente, il cui decubito deve essere confortevole ma idonea alla centratura della lesione
• realizzare un’interazione dinamica tra l’imaging ecografico ed i movimenti da imprimere all’ago

Nell’esecuzione dell’esame bioptico, l’operatore deve procedere ad una serie di valutazioni indispensabili al fine di ridurre al minimo i rischi, le complicanze e le inadeguatezze del prelievo. In un primo tempo, egli valutera’ l’approccio piu’ adatto al tipo di lesione da bioptizzare.
Tra gli approcci piu’ frequentemente utilizzati, ricordiamo:

• il sottocostale, per le lesioni epatiche caudali
• l’intercostale destro, per le lesione epatiche alte
• l’intercostale e il sottocostale sinistro per la milza
• il posteriore, per le lesioni renali, surrenali che e del retro peritoneo, allo scopo di evitare il seno costo-frenico
• il sovrapubico, per le patologie pelviche

Successivamente, andra’ a calcolare la profondita’ del bersaglio mediante la scala centimetrata situata ai margini del monitor o, ancor piu’ accuratamente, con i caliper di misurazione elettronica.

In seguito, si andra’ a scegliere la zona della lesione da bioptizzare per la raccolta del materiale piu’ idoneo da esaminare.

La zona deve essere sempre periferica ad una eventuale area necrotica.

L’Ecografia interventistica, dopo essersi affermata nella sua espressione diagnostica, e’ stata impiegata anche come alternativa terapeutica, ottenendo in breve tempo molti consensi.

L’impiego di aghi e cateteri ha permesso di ridurre i e i rischi della chirurgia, ma soprattutto ha abbreviato l’iter diagnostico-terapeutico, riducendo le spese sanitarie.